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Sciamanesimo e ipnositerapia

del Dr. Mario Talvacchia

In questo articolo tenterò di delineare alcune analogie tra la cura sciamanica e l’ipnosi terapia, partendo dal presupposto che ambedue i sistemi di guarigione, aldilà delle differenze, partono da un’esperienza che è quella del cambiamento della coscienza in modo da accedere ad un mondo altro, che nello sciamanesimo è quello degli spiriti mentre nell’ipnosi è l’inconscio.
Questa coscienza altra permette l’esplorazione di mondi interiori non accessibili nello stato di veglia.
Lo sciamanesimo è un modo di fare che nasce dalla sperimentazione personale, sperimentazione volta alla guarigione, così come l’ipnosi.
Il moderno ipnoterapeuta assomiglia allo sciamano, li accomuna una certa abilità di modificare la coscienza, per accedere al mondo inconscio, celato, un mondo più ricco e saggio di quello conosciuto dal paziente, e ambedue cercano di aiutare l’altro a superare le proprie limitazioni, i propri fantasmi, e sviluppare le proprie potenzialità interiori.

Sia nella trance sciamanica che in quella ipnotica si entra in uno spazio di conoscenze illimitate, dove le leggi del tempo e dello spazio sembrano altre. È facile pensare agli spiriti come a parti psichiche interiori, moti indifferenziati della psiche inconscia a volte proiettati all’esterno.
Durante la trance si cerca di disorientare la parte conscia per permettere una maggiore libertà a quella inconscia, questo grazie alla dissociazione.
Lo sciamano, come lo psicoterapeuta, si muove tra i confini tra due mondi,  il mondo ordinario e il mondo non ordinario; uno strato profondo e indifferenziato della realtà, una zona oscura della psiche.
Il compito principale dello sciamano, e potremmo dire anche del terapeuta, è quello di guarire, che in altri termini potrebbe essere il tentativo di ristabilire il legame del paziente con le proprie energie, il proprio potere, le proprie potenzialità.
Nella visione sciamanica la malattia è vista come una perdita di potere, la distinzione tra psiche e soma è fittizia in quanto la psiche non sta solo nel cervello ma in tutto il corpo.
Questo potere sciamanico assomiglia molto alle risorse interiori del paziente, alla ricchezza interiore che ognuno alberga dentro, e non deve stupire che anche il terapeuta, come lo sciamano, guida il paziente nel mondo interiore alla ricerca della causa e della soluzione del problema. Il più delle volte è l’inconscio, ovvero il mondo degli spiriti, a suggerire la soluzione del problema, e non importa se per alcuni il viaggio sciamanico si volge in una dimensione del “come sé”.
Nel mondo degli sciamani, come ho scritto ampiamente sopra, l’animale di potere svolge un ruolo importante di guida e supporto allo sciamano stesso durante il viaggio in altri mondi; questi animali di potere potrebbero essere una splendida metafora delle proprie risorse interiori, tant’è che il significato simbolico dell’animale che si presenta allo sciamano è spesso legato alle caratteristiche specifiche dello sciamano stesso.
Questo vale anche per il paziente, che spesso non prova alcuna difficoltà nel riconoscere il proprio animale guida, come metafora delle sue potenzialità interiori.
Potremmo aggiungere che sia l’esperienza sciamanica che quella ipnotica rendono possibile, attraverso una dissociazione, un’esplorazione interiore atta alla ricerca delle soluzioni.
Nel mondo degli sciamani l’anima malata cerca di comunicare il suo malessere, lo fa attraverso la malattia che allo stesso tempo ci offre l’opportunità di modificare le convinzioni, le forme pensiero, distruttive che creano le circostanze per l’insorgere della malattia stessa.
Per cambiare le proprie esperienze è necessario modificare le convinzioni divenute, con il tempo, forme pensiero distruttive che dirigono la nostra vita.
Ecco allora la cura attraverso l’espulsione di entità elementari che popolano il nostro mondo psichico, e come lo sciamano anche l’ipnoterapeuta cerca di dare (metaforicamente) ai disagi psicofisici una forma, una consistenza, un colore e un peso per poi estrarli o espellerli, facendo immaginare vividamente al soggetto che il proprio disagio fuoriesca dal corpo.
Per gli sciamani l’anima è l’essenza vitale del corpo-mente, alberga dentro di noi ma può anche uscire ed esistere in altre dimensioni.
A volte frammenti di anima possono andare perduti causa traumi psichici o fisici, ed è come sé una parte della forza vitale lascia il corpo provocando una diminuzione di energia con conseguenze sulla salute.
La perdita dell’anima è una reazione al trauma e permette alla psiche della persona di sopravvivere ad un evento estremamente doloroso.
Compito dello sciamano è la ricerca e l’integrazione dell’anima, compito del terapeuta il ristabilire un nuovo equilibrio. Il recupero dell’anima è una tecnica di guarigione sciamanica sperimentata nei secoli dalle più disparate culture del mondo.
In ipnosi la metafora del frammento di anima che si ricongiunge al tutto permette al paziente di chiudere con un trauma passato, dopo averlo rielaborato, e di andare avanti con la sensazione di completezza.
Così facendo si offre al paziente l’opportunità di andare a cercare le parti di sé e reintegrarle nella propria psiche e di conseguenza nella propria vita.
Non credo che abbia importanza se le informazioni in trance vengano considerate come un sogno, o come una rappresentazione simbolica di contenuti inconsci, o, come nello sciamanesimo, un mondo parallelo al nostro; credo che qualsiasi interpretazione che convinca l’individuo va bene per lui, l’importante è che continui la ricerca interiore. È oramai noto che le chiavi del nostro equilibrio interiore sono dentro di noi, così come dentro di noi ci sono tutte le risorse che ci servono ad affrontare qualsiasi esperienza.
Lo sciamanesimo, oltre ad essere un patrimonio dello spirito umano, offre l’opportunità di osservare meglio le infinite potenzialità del nostro essere; si tratta di una metodologia trans-culturale che fa forza su potenzialità umane universali.
Lo sciamanesimo è l’arte della trasformazione, trasformazione che spesso coincide con la guarigione; una modalità di contatto con gli elementi che caratterizzano l’esistenza singola, una capacità di modificare gli stessi elementi in disequilibrio e promuovere la nascita di un nuovo equilibrio.
Il mondo degli sciamani, a mio avviso, ha ancora tanto da offrire al terapeuta capace di gettare uno sguardo oltre le complicazioni concettuali del proprio pensiero, e desideroso di sperimentare il mondo senza preconcetti.
A volte credere nella realtà dei concetti, immaginando che siano cose o che le cose siano come dicono i concetti è un’illusione difficile da dissipare.
L’esperienza del mondo senza quest’impalcatura è basilare nell’esperienza sciamanica, e credo anche utile allo psicoterapeuta. Il viaggio sciamanico, e quello psicoterapeutico, potrebbe mostrarci che l’universo è molto più fantastico di quello che immaginiamo, e potremmo arrivare a dire come KeKulè, che scoprì in sogno la formula dell’anello del benzene, “….lasciateci sognare, signori!
Lo sciamanesimo, dunque, non è una specie di sentiero oscuro e magico, incomprensibile e misterioso, ma forse semplicemente si tratta di un’intensificazione dell’esperienza emotiva del mondo.
In questo sono simili agli psicotici e anche ai bambini; è nella natura intima dei bambini vivere in stati alterati di coscienza, e gli psicotici sono tali proprio per la loro incapacità di sostenere o controllare i loro modo alterati di esperienza.
Lo sciamano, diversamente, attraverso la pratica si scava faticosamente la strada verso un’altra visione del mondo; egli domina entrambi i mondi, il normale e l’alterato, e fa da intermediario tra i due.
Spesso la mancata conoscenza profonda del sistema di vita delle culture tribali porta a giudizi affrettati, troppo spesso i “primitivi” hanno fornito un valido aiuto alla psichiatria e alla psicologia nel confermare certe nebulose; gli sciamani troppe volte sono diventati metafore di regressione mentale o prototipi della schizofrenia.  Oggi si può dire che il tentativo di diffamare gli sciamani e le società tribali attraverso l’uso della terminologia psichiatrica è fallito.
Lo psicologo David Cooper parla della riscoperta della “follia” come di una cosa necessaria per il rinnovamento dell’umanità. La società occidentale ha represso il “linguaggio della follia”, ma è giunto il momento di riallacciare il contatto con i poteri della creatività e della spontaneità.
Cooper si spinge oltre quando parla della psicosi come di un tentativo di fare un passo dentro il mondo, un tentativo di ristabilire il legame primordiale con la vita; per comprendere la schizofrenia abbiamo bisogno di un nuovo metodo, di un nuovo atteggiamento, e non sembrano tanto lontane le parole di Socrate: “il più grande dono del cielo ci viene incontro sulla strada della follia”
La visione del mondo sciamanico non si distanzia molto dalle ultime scoperte della fisica moderna: mondo paralleli, antimondi, mondi speculari, dimensioni energetiche.
  1. Albert Einstein diceva che la materia non fosse altro che energia congelata, Nikolai Tesla, forse il massimo genio tra i fisici, era convinto che il giorno in cui la scienza comincerà ad indagare sui fenomeni non fisici, farà più progressi in dieci anni che in tutti i secoli in cui è esistita, e infine vorrei chiudere con le parole di un Nobel per la fisica, Sir Arthur Eddington: “Il mondo della fisica si presenta all’osservatore come l’ombra della rappresentazione della commedia quotidiana……ammettere francamente che la fisica si sta occupando di un mondo di ombre è uno dei più significativi progressi degli ultimi tempi”

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