| Disturbi del Comportamento |
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| Scritto da Latham | |
| venerdì 03 novembre 2006 | |
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Immaginate di vivere in un caleidoscopio in veloce movimento, dove suoni, immagini e pensieri cambiano costantemente. Di provare noia facilmente, di non riuscire a rimanere concentrati sulle attività che bisogna completare. Di essere distratti da qualsiasi suono e stimolo visivo, la vostra mente vi trascina da un pensiero all’altro, da un‘attività all’altra. Magari siete così coinvolti in un’intricata rete di pensieri e immagini che non vi accorgete quando qualcuno parla con voi. Per molte persone, soffrire di questi sintomi vuol dire essere affetti da un Disturbo da Deficit dell’Attenzione / Iperattività. Queste persone possono essere incapaci di rimanere seduti e fermi, di progettare in anticipo e finire le attività che si sono iniziate, o di essere pienamente consapevoli di quello che sta accadendo loro intorno. Agli occhi dei loro familiari, compagni di classe, o colleghi di lavoro, sembrano vivere in un turbine di attività disorganizzate e frenetiche. Inaspettatamente invece (in alcuni giorni e in alcune situazioni) sembrano stare bene e ciò lascia presupporre che le persone con Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività, in realtà, siano in grado di controllare i loro comportamenti. Come risultato, il disturbo può rovinare le relazioni interpersonali di chi ne è affetto, prosciugare le loro energie, diminuire l’autostima e arrivare a distruggere loro la vita. L’Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività, un tempo chiamato disfunzione cerebrale minimale o ipercinesi, è uno dei più comuni disturbi mentali nei bambini. Colpisce dal 3 al 5% dei bambini, circa 2 milioni di bambini americani. I maschi sono colpiti in proporzione due o tre volte di più delle femmine. Negli Stati Uniti, in media, almeno un bambino in ogni classe soffre di questo disturbo e ha bisogno di aiuto. Spesso l’Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività continua nell’adolescenza e in età adulta e può interferire significativamente nella vita quotidiana, causando intense sofferenze emotive e distruggendo sogni e speranze. SintomiIl Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività può essere identificato solo osservando certe caratteristiche comportamentali che variano da persona a persona. Viene diagnosticato ai bambini e agli adolescenti che mostrano costantemente certe caratteristiche comportamentali per un certo periodo di tempo. I più comuni comportamenti sono inclusi in tre categorie base: disattenzione, iperattività e impulsività.
Non tutti coloro che sono eccessivamente iperattivi, disattenti o impulsivi hanno un disturbo dell’attenzione. Per valutare se una persona ha tale patologia, gli specialisti considerano diverse domande critiche cui dare una risposta:
I criteri per poter adeguatamente diagnosticare la disattenzione includono:
Alcuni segni di iperattività e impulsività sono:
I comportamenti devono manifestarsi precocemente nell’arco della vita, prima dei 7 anni e devono manifestarsi con continuità per almeno 6 mesi. Nei bambini, devono essere più frequenti e più gravi rispetto ad analoghi comportamenti manifestati da altri bambini della stessa età. Cosa fondamentale, i comportamenti devono creare un reale handicap in almeno 2 aree di vita della persona, per esempio a scuola, a casa, al lavoro o nell’ambiente sociale. Che cosa può assomigliare a un Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività ?
Altri distrubi associatiUna delle difficoltà nella diagnosi del disturbo è la presenza di ulteriori problemi che spesso accompagnano il Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività. Per esempio, molti bambini soffrono anche di uno specifico disturbo dell’apprendimento, il che vuol dire serie difficoltà a padroneggiare il linguaggio o certe abilità scolastiche, solitamente leggere, scrivere e far di conto. Il’Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività non è di per sé uno specifico disturbo dell’apprendimento. Ma siccome può interferire con l’attenzione e la concentrazione, rende ulteriormente difficile e impegnativo, per un bambino con deficit dell'apprendimento, imparare e andare bene a scuola. Molti bambini (in particolare i più giovani e i maschi) hanno esperienza di altri disturbi emozionali. Circa uno su quattro soffrono d'ansia. Si sentono tremendamente preoccupati, tesi o a disagio, anche quando non c’è nulla di cui avere paura. Siccome queste sensazioni sono più spaventose, forti e frequenti delle normali paure, possono influenzare i comportamenti e i pensieri di questi ragazzi. TrattamentoIl’Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività è una diagnosi seria che richiede un trattamento di lunga durata attraverso farmaci e interventi di consulenza psicologica e di psicoterapia. E’ perciò importante che uno specialista per prima cosa osservi e gestisca ogni altra possibile causa di questi comportamenti. Oltre agli psicologi della scuola, ci sono molte altre figure professionali qualificate per la diagnosi e la cura. I neuropsichiatri infantili sono medici specializzati nella diagnosi e nella cura dei disturbi mentali e comportamentali nell’infanzia. Uno psichiatra può fare terapia e prescrivere qualsiasi farmaco necessario. Anche gli psicologi infantili sono qualificati nel diagnosticare e curare tali disturbi. Possono condurre una terapia con il bambino e aiutare la famiglia a sviluppare tecniche specifiche per fronteggiare il disturbo. Lo specialista effettua colloqui con insegnati, genitori e altre persone che conoscono bene il bambino, come bidelli, baby-sitter, ecc. Ai genitori viene di solito richiesto di descrivere il comportamento dei figli in diverse situazioni. Possono anche approntare una scala per indicare quanto sembrano intensi e frequenti i comportamenti. In alcuni casi si possono valutare la salute mentale e l'adattamento sociale del bambino. I test di intelligenza e i risultati nell'apprendimento possono aiutare a capire se il bambino ha un disturbo dell'apprendimento e se le eventuali lacune riguardano tutte le materie scolastiche o solo alcune. Nell’analizzare i dati, gli specialisti fanno molta attenzione al comportamento del bambino in situazioni rumorose o non-strutturate, come le feste o durante i compiti che richiedono un'elevata attenzione come leggere, risolvere problemi matematici o fare giochi da tavolo. Nella valutazione si attribuisce minore importanza ai comportamenti durante il gioco libero o la libera attenzione individuale. I medicinali non curano il disturbo, si limitano a controllare temporaneamente i sintomi. Sebbene aiutino le persone a prestare maggior attenzione e a completare i loro lavori, non possono aumentare le conoscenze o migliorare le abilità scolastiche; i farmaci da soli non possono aiutare le persone a sentirsi meglio riguardo loro stessi o a fronteggiare i problemi. Questo richiede un altro tipo di trattamento e di supporto, quello psicologico e psicoterapeutico. Nella psicoterapia i pazienti parlano col terapeuta dei pensieri e delle emozioni sgradevoli, disturbanti; esplorano i modelli di comportamento autodistruttivi e imparano modi alternativi per gestire le proprie emozioni. Nel dialogo il terapeuta cerca di aiutarli a capire come possono cambiare. I pazienti, comunque, di solito vogliono acquisire un controllo più diretto dei loro comportamenti sintomatici. Date queste premesse si rendono necessarie delle modalità di intervento più dirette. |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 07 gennaio 2007 ) |
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