| Ansia e Umore nell'età evolutiva |
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| Scritto da Latham | |
| venerdì 03 novembre 2006 | |
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I disturbi d’ansia nei bambini e negli adolescenti sono molto più diffusi di quanto si possa pensare. Sappiamo che un semplice stato di apprensione non è certo un indice preoccupante, al contrario spesso rappresenta un normale elemento di sviluppo emotivo del bambino. Sappiamo infatti che le reazioni di allerta, paura sono adattive nell’essere umano.
Come possiamo distinguere nei bambini una normale reazione di adattamento (paura) da una condizione disfunzionale (ansia, fobia)?
Intanto è necessario fare chiarezza sui termini paura, ansia, fobia. E’ dunque necessario osservare l’impatto che tale stato d’animo ha sull’adattamento e sul comportamento del bambino. In sintesi, possiamo considerare patologica un’attivazione emozionale che risulti eccessiva per la frequenza con la quale si verifica, l’intensità con cui si manifesta e la sua durata nel tempo. Esempi:
Quali sono le principali manifestazioni d’ansia nei bambini?
Fobia specifica: Fobia sociale: Disturbo ossessivo-compulsivo: Disturbo da stress post-traumatico: Disturbo d'ansia generalizzata: Disturbo d'ansia da separazione: Questa paura può manifestarsi in vari modi:
Si può parlare di disturbo d'ansia da separazione è necessario che la paura si manifesti in vari modi (almeno 3 su 8 elencati in una lista diagnostica), che duri per almeno quattro settimane e che sia fonte di sofferenza oppure, in alternativa, che ostacoli le attività sociali o scolastiche (o eventualmente lavorative) della persona interessata. Spesso i bambini con questo disturbo vivono in famiglie molto unite e richiedono molte attenzioni. A volte si lamentano del fatto che nessuno li ama o si prende cura di loro; le loro richieste pressanti possono diventare motivo di frustrazione per i genitori. Una risposta ai problemi emotivi dei vostri bambini: Secondo la prospettiva psicologica l’individuo non reagisce all’ambiente in se e per sé, ma alla sua rappresentazione mentale (cognitiva). Questo significa che ognuno di noi si forma un’immagine mentale diversa dell’ambiente che lo circonda, a seconda delle proprie esperienze di apprendimento. Il nostro modo di percepire (pensiero) influisce sul nostro modo di “sentire” (emozioni) e quindi sul nostro modo di comportarci (azione). Alla luce di ciò le esperienze precoci di apprendimento sono di fondamentale importanza per sviluppare la “giusta visione delle cose” ed un adeguato modo di sentire. Il compito principale del terapeuta è creare delle esperienze di apprendimento che consentano al paziente di trasformare processi cognitivi e reazioni emotive disfunzionali. E’ facilmente intuibile come la terapia rivolta ai bambini dia buoni risultati, in quanto le esperienze di apprendimento, fonte di comportamenti disadattivi, sono relativamente recenti e quindi facilmente modificabili. Il terapeuta ed il suo piccolo paziente: metodi e tecniche di intervento Il primo compito del terapeuta è quello di raccogliere dati per poter trarre conclusioni significative e impostare un percorso di trattamento. I colloqui iniziali coi genitori, con gli insegnanti e col bambino stesso sono necessari per poter formulare una diagnosi il più possibile accurata. Terminata questa prima fase, ha inizio il percorso vero e proprio in cui il terapeuta affianca il bambino. Il terapeuta offre la sua consulenza al suo piccolo utente ricorrendo a semplici esperimenti per mettere alla prova alcune convinzioni disfunzionali del bambino. Il bambino è dunque parte attiva del trattamento. In questo ambito gli viene data la possibilità di tentare delle nuove vie comportamentali e di ricavare nuovi significati dall’esperienza. E’ necessario che il bambino impari ad individuare i propri modi di pensare negativi e impari a pensare in modo costruttivo di fronte a situazioni problematiche. Il bambino ed il terapeuta interagiscono in modo collaborativo, con un atteggiamento di problem-solving. Il terapeuta inoltre, si pone come un insegnante nei confronti del bambino in quanto si impegna a fargli acquisire metodi efficaci per raggiungere il controllo sul proprio comportamento e sulle proprie emozioni. Infine aiuta il bambino a massimizzare i suoi punti di forza e a superare gli ostacoli, accettando la sua particolare unicità. |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 04 gennaio 2007 ) |
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