| Contatto e Primo colloquio |
|
|
| Scritto da Latham | |
| venerdì 03 novembre 2006 | |
|
Una volta che il cliente ha scelto il tipo di terapia e di psicoterapeuta più conforme alle sue aspettative, o confidando nell'invio di un altro professionista, si giunge all'inevitabile momento del primo contatto costituito di buona norma da una chiamata telefonica. Tutti gli psicoterapeuti, nessuno escluso (tranne per gravi patologie che ne impediscano l'adempimento) richiedono che sia il soggetto che si vuole sottoporre a psicoterapia a contattare direttamente il terapeuta per fissare l'appuntamento. Laddove siano i genitorei ,amici, partner o medici di famiglia a spingere e prefissare il primo colloquio si deve chiarire che così facendo tutti questi vanno ad inficiaie sulla buona partenza di un efficacie percorso psicoterapeutico. Il modo migliore per partire con una consulenza psicologica è che sia il cliente a contattare, decidere e fissare l'inizio della propria terapia, tuttavia quando la terapia è sollecitata da partner, familiari, amici, ecc, il terapeuta può fornire un adeguato sostegno a tali figure per aiutarli a proporre e motivare il cliente finale a provvedere in modo auonomo e privo da condizionamento a contattare il terapeuta. Il rischio di fissare appuntamenti alle spalle del cliente, da parte di partner, familiari e amici, per quanto motivati da buoni propositi tende immancabilmente ad essere vissuto dall'eventuale paziente in maniera intrusiva. Si sconsiglia quindi dall'adottare le "innocue bugie" (come addurre che ci si reca dal "tale" dottore per altri motivi non inerenti al paziente) o la strumentalizzazione delle relazioni (quali, "o vai in terapia o non rimarrò la tua ragazza"); tali strategie sebbe possano nascondere un genuino desiderio di intervenire e di fornire aiuto al cliente sono fortemente sconsigliate a tal punto da poter inficiare in modo, spesso irreversibile, le basi della relazione che si va tentando di costruire e in alcuni casi, tuttaltro che sporadici, addirittura produrre nel paziente l'idea erronea che tutti gli psicoterapeuti tendino ad "ingannare " ed agire in "malafede", facendo il tornaconto di altri che non sia il cliente stesso. Con l'avvento dei nuovi mezzi di comunicazione le modalità di contattare i terapeuti si è estremamente diversificato. Le e-mail possono senza ombra di dubbio costituire un altro metodo adeguato per richiedere un primo colloquio. Molti siti internet presentano degli elenchi di psicologi e psicoterapeuti da loro consigliati o referenziati, così come esistono mezzi di gestione di posta elettronica che permettono la sicurezza e la tutela dei dati personali in conformità delle leggi sulla privacy e del codice deontologico. Può accadere come per il nostro servizio di primo contatto (contatta lo staff ) che un utente o un cliente ponga semplicemente la richiesta di una generica valutazione, o ancora più frequentemente che richieda l'emissione di un relativo consiglio all'interno di Forum d'informazione psicologica. Dopo questo primo contatto è altresì molto frequente che il cliente richieda allo specialista un appuntamento, al quale dopo alcune e-mail di chiarificazione si giunga alla necessità di un appuntamento dal vivo. Nuovamente è bene che il soggetto telefoni personalmente, prima di fissare un appuntamento presso lo studio dello psicoterapeuta. L'attuale legislazione e gli obblighi verso l'ordine nazionale vietano la psicoterapia online (anche se sono in molti che con i servizi di sola consulenza on line finiscono per sconfinare in tale pratica). Il primo colloquio psicologico, definito assessment, può tramutarsi nella prima seduta di un percorso di psicoterapia, laddove le aspettative del cliente e le chiarificazioni del terapeta gettano le basi per poter continuare il lavoro appena iniziato; oppure, concludersi per l'invio verso un altro specialista o per assenza di una motivazione a iniziare il percorso psicoterapeutico. Anche la metodologica con il quale viene condotto il colloquio differisce da terapeuta a terapeuta ma rimane la certezza che in tutti gli approcci metodologici il primo colloquio è un importante strumento diagnostico, che deve permettere al terapeuta di valutare la richiesta d'aiuto del cliente/paziente, inquadrare nel modo più approfondito possibile problema e le possibilità di risoluzione, comprendere i riferimenti contestuali ambientali, venire a conoscenza dei principali accadimenti avvenuti lungo l'arco della vita del soggetto (in tutti quegli approcci centrati sull'origine del problema, Problem Oriented) o ricercare ed esaminare tutte le strategie e le modificazioni che queste possono apportare al problema e alla vita del cliente a seguito della sua risoluzione (in tutti quegli approcci centrati sulla soluzione del problema, Solution Oriented). A seguito dei dati rilevati, delle osservazioni ricavate durante il colloquio e la competenza e la preparazione clinica, il terapeuta definisce la diagnosi momentanea e, sulla base della valutazione, sarà in grado di restituire al cliente/paziente una risposta funzionale al problema, sia esso nell'unicità di un colloquio o attraverso l'invio opportuno ad altro professionista, oppure, infine, verso la presa in carico del soggetto, per dar vita ad una psicoterapia Quando lo psicologo non può prendere direttamente in terapia il soggetto (per una serie notevole di motivi), può comunque avere le idee chiare per inviarlo verso il professionista che ritiene adatto, in funzione della cura delle specifiche problematiche presentate Ricordiamo che l'attività di psicologo e di psicoterapeuta è coperta dal segreto professionale e dal codice deontologico al fine di tutelare e assicurare al cliente la possibilità di sentirsi libero di non inficiare con inutili timori il recupero delle informazioni essenziali per la definizione del quadro diagnostico. |
|
| Ultimo aggiornamento ( domenica 07 gennaio 2007 ) |
| < Prec. | Pros. > |
|---|


