| Disturbo Somatoforme Indifferenziato |
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Se i pazienti con problemi somatoformi persistenti e ricorrenti non soddisfano pienamente i precedenti criteri diagnostici specifici, la loro condizione viene definita disturbo somatoforme indifferenziato.
Il disturbo di somatizzazione si distingue dal disturbo d’ansia generalizzata, dal disturbo di conversione e dalla depressione maggiore per la predominanza, la molteplicità e la persistenza dei fastidi fisici; per l’assenza dei segni e sintomi biologici che caratterizzano la depressione endogena; per la natura superficiale e manipolativa del comportamento suicida. DiagnosiIl propone, per una valutazione diagnostica di disturbo somatoforme indifferenziato, i seguenti set di criteri che, valutati dal clinico, dovranno tutti essere rispettati. Il paziente con disturbo somatoforme indifferenziato presenta una quadro clinico caratterizzato da "una o più lamentele fisiche (per es. stanchezza, perdita di appetito, problemi gastro-intestinali o urinari).Lo psicologo dovrà inoltre valutare la presenza di uno o l'altro dei seguenti criteri:
I sintomi non sono prodotti o simulati intenzionalmente (come nel disturbo fittizio o nella simulazione). TrattamentoIl disturbo di somatizzazione ha un decorso di gravità variabile, ma dura tutta la vita. La remissione completa e durevole dei sintomi è rara. Alcuni soggetti si deprimono in maniera più manifesta dopo molti anni e i loro riferimenti al suicidio (un rischio reale) divengono più minacciosi. Il trattamento è estremamente difficile. I pazienti tendono a manifestare frustrazione e rabbia ogni qualvolta si suggerisca loro che i sintomi sono di tipo psicologico. I farmaci sono per lo più inefficaci e anche se un paziente accetta una consulenza psichiatrica, raramente trae benefici da una psicoterapia. Di solito, il miglior trattamento è una tranquilla e sicura relazione di sostegno con un medico, che offra sollievo sintomatologico e protegga il paziente da procedure diagnostiche o terapeutiche non necessarie.
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