• Dr. Massimiliano Zisa

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Il disturbo di attacco di panico è si esplica in una costellazione sintomatologica in cui troviamo i seguenti sintomi in maniera estremamente manifesta: tachicardia, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore che oltre che a generare un episoodio terribile ed angoscioto per chi lo sperimenta produce un ulteriore paura persistente di avere successivi attacchi di panico nel prossimo o lontano futuro; dato inoltre che possono insorgere in situazioni apparentemente inoffensive come ad esempio mentre di dorme.

{tab=Sintomi}

Chi soffre di attacchi di panico vive nella paura incessante di rischiare di averne un altro, e nel timore che questo produca non solo le terribili sensazioni della prima volta in cui si è manifestato ma anche nella paura che questo porti direttamente o indirettamente alla morte o alla pazzia del malcapitato.

L'attacco di panico si presenta in maniera improvvisa e con una violenza inimmaginiabile per coloro che ne sono estranei. Proprio per la sua violenza e imprevedibilità l’attacco di panico produce una paura estremamente forte e onnipresente di un nuovo attacco, che diventa immediatamente il pensiero dominante di chi lo ha sperimentato.

Un singolo episodio, alimenta il timore di sperimentare nuovamente una così terribile sensazione genera una ben più profonda e radicata paura, quella cioè di temere che l'attacco di panico insorga.

Si potrebbe dire che il paziente ha più terrore di dover subire un ennesima ricaduta piuttosto che essere preda del ricordo di quell'unico evento terrorifico.

In questo sistema di credenze l’individuo non può far altro che vivere in allerta ogni secondo della sua giornata, sempre in attesa, ipervalutando anche le sensazioni più normali come avvisaglie del prossimo attacco. Con insorgenza di un comportamento fobico e contro fobico di evitamento

{tab= Comportamento Fobico}

Di fatto le fobie che sviluppano le persone con disturbo da attacchi di panico non vengono dalla paura di oggetti o eventi reali, ma piuttosto dalla paura di avere un altro attacco. In alcuni casi, le persone eviteranno certi oggetti o situazioni (evitamento situazionale) per via della loro paura che queste possano far scaturire un altro attacco e subire ancora i sintomi degli attacchi di panico. Tra le fobie più presenti troviamo l'agorafobia.

L’insorgere dell’agorafobia rende la già terribile esistenza del soggetto con attacchi di panico insostenibile e sempre più votata al controllo ed all’evitamento restringendo enormemente l’investimento sociale dell’individuo e limitando quasi totalemente la sua autonomia personale e sociale.

L'evitamento situazionale conduce il paziente a far ricorso a tutte quelle persone e procedure che gli permettono di mantenere, se non il controllo completo della situazione, almeno l'illusoria garanzia di aver attorno a se una rete sociale (parenti, partner, amici, ecc.) disposti a proteggerli e sostenerli in questo grave problema che lo affligge.

Tuttavia il "dipendere" dagli altri crea uno schema di pensieri e comportamenti che portano il paziente a ricevere continui messaggi di inadeguatezza e di incapacità nel governare la propria vita (che può condurre ad una depressione secondaria), quanto a ledere i già minimali rapporti affettivi con i tutti coloro che vistisi ridurre le possibilità di condurre una vita “normale” accanto al paziente si trovano costretti a disinvestire nei rapporti ( che può condurre molto spesso nei rapporti di coppia alla separazione e/o all’abbandono da parte del partner, con aggravanti del quadro psicologico del paziente).

Oltre ai sintomi degli attacchi di panico sopra esposti, un attacco di panico è contrassegnato dalle seguenti condizioni:

  • Capita improvvisamente, senza preavviso e senza modo di fermarlo.
  • Il livello di paura non è affatto proporzionale alla situazione corrente. In realtà, spesso non è affatto correlato.
  • Dura da pochi minuti a mezz'ora circa;

Un attacco di panico non è pericoloso, ma può essere terrificante, soprattutto perché si sente di perdere completamente il controllo. Il disturbo è così grave non solo per via degli attacchi di panico in sé, ma anche perché spesso porta ad altre complicazioni quali fobie, depressione, abuso di sostanze, complicazioni mediche e perfino suicidio.

Gli effetti possono variare dal deterioramento delle relazioni sociali all'incapacità completa di affrontare il mondo esterno.