• Dr. Massimiliano Zisa

    Esperto nell'ipnosi e nella psicoterapia ericksoniana riceve a Scandicci e Firenze

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  • Ipnosi Clinica

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Frequently Asked Questions - Domande sull': Ipnosi

FAQs - Domande sull': Ipnosi

Nell’ipnosi tradizionale i tempi e le modalità di svolgimento di una seduta erano prestabilite e in un certo senso il processo terapeutico era “rigido”:

  1. una prima fase di colloquio in cui si forma un rapporto terapeutico e si conoscono le storie del sintomo e della vita del paziente,
  2. una seconda fase in cui c’è l’induzione di ipnosi, l’approfondimento della trance, e le suggestioni terapeutiche,
  3. una terza fase di riorientamento dalla trance con suggestioni di calma, rilassamento e vigore.

Nella cosiddetta “nuova ipnosi” i tempi e lle modalità dell’ipnosi vengono invece modificate di volta in volta per farle adattare alle caratteristiche del pazienteper cui, ad esempio, può non esserci una fase di induzione ipnotica perché la persona è già in trance, le suggestioni terapeutiche possono essere presentate fin dall’inizio della seduta, l’induzione e l’approfondimento della trance possono essere di per sé momenti terapeutici e non dei “tramite” per rendere più incisiva una suggestione, e nonnecessariamente il paziente deve essere steso sul lettino o comunque rilassato per entrare in trance.

La nuova ipnosi, o ipnosi ericksoniana (così chiamata perché frutto dell’esperienza e dell’insegnamento di Milton Erickson), è quindi un vero e proprio modello complesso di psicoterapia e non una semplice tecnica in cui i tempi possano essere scanditi.

Nella seduta di ipnosi-terapia inoltre scompare la direttività che solitamente ci si aspetta dall’ipnotista, e cioè i comandi tipo “dormi” o “quando uscirai di qui ti sentirai …”.

Gli “ordini” suggestivi lasciano lo spazio all’evocazione, e cioè ad un tipo di intervento spesso indiretto, ma anche molto più incisivo, profondo e duraturo: il cambiamento nasce dalle risorse del paziente e dalla loro utilizzazione 
terapeutica.

Si può davvero dimenticare qualcosa che ci assilla?

Durante la trance ipnotica profonda si può decodificare il nostro normale orientamento temporale e il nostro “accesso” alla memoria.ž C’è ad esempio la possibilità di dimenticare(amnesia) tutto quello che è accaduto o è stato detto in seduta, o al contrario di ricordare molto bene fatti generali o particolari specifici di esperienze vissute (ipermnesia). 

Alcune persone in trance ipnotica possono ricordare esperienze del loro passato riuscendo anche a “ricreare” stimoli ambientalitipo l’odore o le voci del contesto in cui si sono orientati, o a rievocare sensazioni e emozioni, e questa è un’esperienza molto intensa.

Alcune di queste persone vivono il “ritorno al proprio passato” in seconda persona e cioè come fossero spettatori di un film, mentre invece altre persone riescono addirittura a rivivere in prima persona quello che è loro avvenuto e cioè come se gli stesse accadendo nuovamente

Alcuni fatti o sensazioni o emozioni, anche quelli “dimenticati”, possono quindi riaffiorare alla memoria durante l’ipnosi; questo accade soprattutto se l’esperienza non ricordata consapevolmente è stata originariamente vissuta in un momento di forte stress (ad esempio in un momento di forte paura) e quindi apparentemente “non registrata nella memoria”

La memoria, va comunque tenuto presente, è tuttavia un magazzino un po’ particolare: le cose passate non rimangono identiche a se stesse ma cambiano col passare del tempo. E’ possibile quindi che un ricordo si modifichi, venga cambiato, ricostruito, abbellito, raccontato diversamente a seconda del momento in cui viene rievocato. E’ per questo che fenomeni ipnotici come quelli della regressione d’età  o dell’ipermnesia sono molto utili in psicoterapia ma non costituiscono alcuna prova in sede di tribunale

Durante la trance ipnotica si può verificare il fenomeno dell’amnesia. In alcuni casi, come ad esempio nel trattamento del dolore cronico, può rivelarsi un’arma vincente. L’amnesia, in senso –diciamo così- più metaforico, può anche essere un ottimo modo per superare i conflitti interpersonali. 

Difficilmente però è un buon modo per superare  una perdita o un lutto: se la richiesta del paziente è quella di dimenticare una persona o un periodo della propria vita o un sentimento (ecc) allora non solo l’amnesia non è di aiuto, ma spesso non è ne’ possibile e neppure auspicabile.

Si dimagrisce seguendo un regime dietetico prescritto e monitorato da un medico, e una quotidiana attività fisica.

L’ipnosi clinica può essere tuttavia molto efficace nell’aiutarele persone  a seguire la dieta prescritta perché permette di intervenire sui meccanismi psichici che rendono possibile un buon autocontrollo e quindi sulla capacità di interrompere l’impulso ad abbuffarsi, a lasciarsi andare agli “strappi alla regola”, al mangiare “per nervosismo”, e alla fame per noia.

L’ipnoterapia può inoltre avere ottimi risultati anche in senso preventivo, e cioè sul mantenimento dei risultati raggiunti: è possibile eliminare o ridurre al minimo i rischi di ricominciare vecchie abitudini alimentari intervenendo sui “motivi” che predispongono alla ricaduta, interrompendo gli schemi comportamentali che la caratterizzano, ma anche favorendo la nascita di nuovi comportamenti più adatti.

La percentuale di efficacia di un intervento ipnositerapico è molto buona.

Va inoltre considerata la brevità della terapia (15-20 sedute) nel caso di un trattamento focale sul problema anche se ovviamente vanno tenute presenti le differenze individuali rispetto alla “gravità” del problema, alle risorse personali, e agli obiettivi che si vuole raggiungere con una psicoterapia.

L’ipnosi clinica aiuta le persone che vogliono  smettere di fumare ma che “non ce la fanno da sole” agendo su due livelli.
Innanzi tutto l’ipnoterapia aiuta la persona a rinforzare la motivazione a interrompere il comportamento  d’abitudine.

Smettere di fumare mediante l’ipnosi, contrariamente a quanto si crede, non è però il risultato dell’esecuzione passiva di comandi ipnotici, bensì è il frutto di un intervento psicoterapico volto al cambiamento dei meccanismi psichici che hanno caratterizzato il comportamento di dipendenza dalle sigarette, in primo luogo la logica dell’auto-inganno tipica del fumatore.

Inoltre la trance ipnotica viene utilizzata in seduta e come esercizio quotidiano da fare a casa (auto-ipnosi) per intervenire sui possibili motivi di ricaduta: serve cioè ad affrontare nel modo più efficace l’impulso, vissuto nei primi giorni come “irresistibile”, ad accendersi una sigaretta.

Va comunque tenuto presente che non esiste un modo solo di smettere di fumare, una “ricetta” valida per tutti, perché ogni persona ha una sua storia, ha varie risorse personali che la caratterizzano, e un proprio modo di dare valore alle esperienze.

L’intervento dura solitamente non più di 3-5 sedute, anche se molte persone chiedono di prolungare il numero degli incontri per affrontare temi che sentono essere connessi allo smettere di fumare (perlopiù: ingrassare o paura di ingrassare, nervosismo, tensione e aggressività).

Tutti i problemi psicologici caratterizzati da una sostanziale modificazione psicogena dello stato di coscienza sono tra le psicopatologie in cui l’ipnosi è considerata trattamento d’elezione. Tipici sono i sintomi dissociativi degli attacchi di panico(depersonalizzazione e derealizzazione), dei disturbi post traumatici da stress, dei comportamenti ritualizzati o “automatici” dei disturbi ossessivo-compulsivo e della bulimia. Tra i più gravi disturbi dissociativi per i quali l’ipnosi è trattamento d’elezione ci sono il “disturbo di personalità multipla” e le amnesie e le fughe psicogene

L’ipnoterapia si è rivelata altrettanto efficace per i disturbi d’ansia (ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie) perché viene contemporaneamente fatto un lavoro di rilassamento (sistema nervoso parasimpatico), di esplorazione in un contesto di “attaccamento sicuro”, di esperienza di perdita di controllo, di rielaborazione dei significati dell’atteggiamento ansioso.

L’ipnoterapia ha un’ottima efficacia anche per i disturbi dell’umore, soprattutto se del registro depressivo. Molta parte della  realtà depressiva (la fatica, la colpa, il destino, ecc) viene costruita dal paziente mediante alcuni fenomeni ipnotici (orientamento al passato, mancanza di tempo, anestesie, ecc) che possono essere cambiati attraverso esperienze in cui la realtà viene vissuta senza il modo cosciente e usuale di narrarla.

L’ipnoterapia è un trattamento  efficace per i disturbi del comportamento alimentare. Alcuni cambiamenti evidenti (risoluzione del sintomo) devono tuttavia essere costantemente elaborati anche ad un livello consapevole in modo che le varie sfaccettature della personalità (ambivalenza, illusioni e delusioni, colpa, problemi familiari, problemi sessuali, …) possano più facilmente integrarsi.

Per tutti i problemi sessualipsicosomaticil’ipnoterapia si è rivelata o trattamento d’elezione, o estremamente efficace, oppure molto utile in aggiunta ad altri tipi di trattamento: il grado di involontarietà e la ricaduta sul corpo parlano lo stesso linguaggio dell’ipnosi che è l’unico modello di psicologia clinica a considerare aspetti della vita psichica qualil’anestesia (si pensi all’anorgasmia, ad esempio) o l’ideodinamismo (si pensi all’efficacia dell’ipnosi nel trattamento delle verruche)

In generale va ricordato che l’ipnoterapia si colloca tra le cosiddette  terapie brevi pur considerando al suo interno la possibilità di un approfondimento di un lavoro psicoterapico.

L’ipnosi ha un numero estremamente ampio di leggendemetropolitane molto alimentate dal cinema, spesso di tipo negativo, che può spaventare o comunque allontanare molte persone. 

Il tema più comune è quello dellatotale perdita di controllo: si ha paura che durante l’ipnosi il soggetto non abbia più alcun controllo volontario su di sé e che, quindi, sia totalmente nelle mani dell’ipnotista. L’ipnotista può far compiere anche atti non voluti, immorali o criminosi.

L’altro tema comune è quello secondo cui l’ipnosi permette esperienze paranormali(ricordare vite passate, entrare in contatto con i morti, sviluppare capacità telepatiche, ecc). Questa credenza trova il suo fondamento nel fatto che durante l’ipnosi avviene nel soggetto ipnotico una sorta di “allentamento” della capacità di analisi della realtà e di controllo consapevole sul proprio comportamento. 

Questo vuol dire che la persona che è in trance risponde alla realtà ipnotica in cui è assorto più di quanto faccia con la realtà “reale”. Questo “allentamento”, che è un fenomeno naturale e non è mai totale, ha alimentato tutte le credenze sbagliate rispetto all’ipnosi, come quella per cui il soggetto ipnotico possa essere vittima inconsapevole della volontà (maligna) dell’ipnotista.

Le credenze popolari costringono ancora oggi l’ipnoterapeuta a tranquillizzare il proprio paziente rispetto a questi temi addirittura prima dell’induzione; molte delle idee sbagliate sull’ipnosi (perdita totale del controllo, dire cose che si sarebbe preferito tacere, ecc), comunque,  possano essere modificatesemplicemente con una prima esperienza di trance.

Anche l’’ipnoterapia ricade sotto un numero illimitato di credenze: si tratterebbe di una forma di terapia estremamente efficace, al limite del miracoloso, o al contrario una prassi terapeutica ascientifica inutile o dannosa.

Alcuni pazienti, infatti, credono che sia possibile dare tutto il controllo della propria persona (emozioni, pensieri, comportamenti, atteggiamenti, ecc) ad un terapeuta, e che questo li aiuterà in tempi brevi a guarire senza fare alcuno sforzo attivo

Spesso a questa illusione di guarigione miracolosa si contrappone una delusione (che il paziente condivide con molti colleghi psicoterapeuti): il sintomo non scompare, e se lo fa è necessario aspettarsi una “ricaduta” (il sintomo ricompare dopo poco) o uno “spostamento” (compare un nuovo sintomo). Questa credenza fa si chel’ipnoterapia attragga e allo stesso tempo respinga le persone: spinge alcuni pazienti a richiedere l’ipnoterapia con richieste assurde (tipo: voglio dimenticare l’uomo con cui sono stata sposata per 10 anni e che mi ha lasciata per un altra), oppure lo allontana per la paura di poter essere manipolato da un ipnoterapeuta pooco preparato o poco corretto; spinge alcuni colleghi a voler apprendere l’ipnosi (come strumento potente di trattamento psicologico) mentre ne tiene lontani altri (l’ipnosi come trattamento non efficace e comunque “sintomatico”).

In realtà l’ipnoterapia è un modello di psicologia clinica serio, costantemente studiato e “messo alla prova” dalla comunità scientifica, che si concentra più sul cambiamento che sui motivi storici per cui una persona ha un sintomo. Questo interesse ha reso l’ipnosi centrale in ogni modello di psicoterapia e la modificazione dello stato di coscienza, attivamente cercato in ipnoterapia, è insieme alla bontà della relazione terapeutica, all’aspettativa positiva, e ad un atteggiamento attivo del paziente nei confronti della terapia un fattore centrale nel processo terapeutico di qualunque modello di psicologia clinica.

Si. Tutti possono essere ipnotizzati perché tutti vivono quotidianamente quelle esperienze normali di modificazione dello stato di coscienza che costituiscono le risorse personali per andare in trance.  Vivere una “quotidiana esperienza di trance”, tuttavia, è diverso dal sottoporsi ad una induzione ipnotica, in un contesto di ipnosi, con un ipnotista.

In questo caso è vero che alcune persone hanno una buona propensione ad entrare in trance “deliberatamente”, alcuni non ci riescono proprio, mentre altrivengono addirittura definiti “suggestionabili” per la facilità con cui entrano in trance e per la profondità in cui vi entrano.

In alcuni casi la variabilità nelle capacità ipnotiche delle persone dipende dalla relazioneche si instaura tra il soggetto e ipnotista, in altri casi dipende dalletecniche ipnotiche adottate, in altri ancora dalle caratteristichepersonologiche del soggetto: non è facile riuscire a vivere una esperienza forte come può essere quella di andare in trance se non si ha una certa propensione (suggestibilità) oppure se non si è instaurato un buon contatto umano con l’ipnotista o si nutrono dubbi circa l'efficacia del metodo o le capacità del terapeuta.

Va ricordato inoltre che l’incapacità di entrare in una trance ipnotica "profonda" non inficia in alcun modo una terapia ipnotica. In questi casi l’ipnotista semplicemente non lavora inducendo in modo formale una trance ipnotica, ma utilizza le caratteristiche ipnotiche della persona, le sue “trance spontanee” oltre che un linguaggio “ipnotico” per facilitare il processo di cambiamento e la soluzione del problema lamentato.

Si, tutti possono imparare ad ipnotizzare. Il problema nasce però quando ci si chiede lo scopo per il quale si vuole imparare l’ipnotismo.

L’ipnosi è infatti una prestazione medica specialistica e una forma di psicoterapiariconosciuta dalla comunità scientifica internazionale; è essenzialmente una procedura utilizzata da un sanitario o da un ricercatore all’interno di un contesto di cura o di ricerca scientifica.

Al medico, allo psicologo, all’odontoiatra è quindi vietatofavorire in qualsiasi modo chi esercita abusivamente un’attività sanitaria, ivi compresa l’ipnosi e l’ipnositerapia.

Il medico o l’odontoiatra apprendono l’ipnosi mediante corsi professionali post universitari della durata variabile di uno o due anni; il medico o lo psicologo che invece vorranno utilizzare l’ipnosi come modello di psicoterapia devono invece frequentare una scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta dallo Stato Italiano.

Fuori da questo ambito legittimo, etico e legale, di ricerca o sanitario, l’ipnosi attrae quelle persone che non esercitano una professione sanitaria ma che sono state sedotte dalle possibilità di potere interpersonale che le false credenze sull’ipnosi garantisce.

L’obiettivo per cui si desidera apprendere l’ipnosi, in questo senso, è perlopiù legato a problemi personali di difficoltà di relazione interpersonale oppure a finalità di spettacolo.