Nell’ipnosi tradizionale i tempi e le modalità di svolgimento di una seduta erano prestabilite e in un certo senso il processo terapeutico era “rigido”:
- una prima fase di colloquio in cui si forma un rapporto terapeutico e si conoscono le storie del sintomo e della vita del paziente,
- una seconda fase in cui c’è l’induzione di ipnosi, l’approfondimento della trance, e le suggestioni terapeutiche,
- una terza fase di riorientamento dalla trance con suggestioni di calma, rilassamento e vigore.
Nella cosiddetta “nuova ipnosi” i tempi e
le modalità dell’ipnosi vengono invece modificate di
volta in volta per farle adattare alle caratteristiche del paziente
per cui, ad esempio, può non esserci una fase di induzione ipnotica
perché la persona è già in trance, le suggestioni terapeutiche
possono essere presentate fin dall’inizio della seduta, l’induzione
e l’approfondimento della trance possono essere di per sé momenti
terapeutici e non dei “tramite” per rendere più incisiva
una suggestione, e non necessariamente il paziente deve
essere steso sul lettino o comunque rilassato per entrare in trance.
La nuova ipnosi, o ipnosi ericksoniana (così chiamata
perché frutto dell’esperienza e dell’insegnamento di
Milton Erickson), è quindi un vero e proprio modello complesso
di psicoterapia e non una semplice tecnica in cui i tempi possano
essere scanditi.
Nella seduta di ipnosi-terapia inoltre scompare la direttività che
solitamente ci si aspetta dall’ipnotista, e cioè i comandi
tipo “dormi” o “quando uscirai di qui ti sentirai …”.
Gli “ordini” suggestivi lasciano lo spazio all’evocazione,
e cioè ad un tipo di intervento spesso indiretto,
ma anche molto più incisivo, profondo e duraturo:
il cambiamento nasce dalle risorse del paziente e dalla loro utilizzazione
terapeutica.
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